28/03/2004

Lettore seduto o sdraiato? Dagli un "cliff"!

Un cliff hanger è, anche etimologicamente, una "scogliera", un gancio, la cui teorizzazione è nata per prima sulle strips dei fumetti. E' cioè un momento di crescita improvvisa nella narrazione cui dovrà per statuto seguire una crisi e una risoluzione (anche non definitiva) della scena. Batman sull'orlo dell'ultimo piano di un grattacielo [cadrà?], Rocky che finisce steso da Apollo [si rialzerà?], Nicole Kidman che schiude "quella porta" [ci rimarrà secca?]. Le posizioni strategiche per un "cliff" sono: in chiusura o nel cuore di una scena, in chiusura del primo tempo, quando al contrario sembrerebbe tutto TROPPO tranquillo, e subito prima la climax di una storia. Il buon Hitch' lo chiamava "twist", vortice, con un'altra metafora. Ogni storia ne ha sempre bisogno. Ogni lettore idem. Secondo un recente studio della UCLA, dipenderebbe persino dal fatto che il pubblico occidentale fruisce opere di finzione in posizioni troppo statiche. Sdraiato cioè (a letto, "sotto l'ombrellone"), o seduto (al cinema, durante una cena, etiam, al gabinetto). Invadenza delle statistiche!

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28/03/2004

E' accaduto nella seconda puntata in radio

La seconda puntata di PPS è stata dedicata come preannunciato al tema "Come strutturare una storia". Gli argomenti trattati sono stati: fare il pitch della tua storia (Cinema); fare l'assessment di una storia (Copywriting pubblicitario); Scalettare un racconto seriale (TV). L'ospite, il graditissimo Sergio Brancato (Prof. di Cinema e ex-sceneggiatore di Un posto al sole e Vivere) che ha posto l'attenzione su quanto sia importante in tutti questi casi il RITMO della scrittura ("la cosa che paga di più"). Risposte: sono stati scelti il quesito di Carla da Cagliari sul "cliff hanger" come strumento per legare le diverse parti di un romanzo, e Benedetta (che non conosciamo, ha scritto direttamente alla radio), sugli spazi a disposizione del sogno nella struttura di una storia. Un grazie particolare al regista/fonico Leandro D'Avanzo, che è stato grande e ha fatto volare la puntata in modo perfetto! Tema della prossima puntata: "Creare personaggi!".

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28/03/2004

PPS a un convegno sul Giornalismo Online

Venerdì mattina,  Proiettili per Scrittori è stato ospite al Museo Archeologico di Grosseto per un intervento accademico dedicato alla scrittura cross media nei lavori del primo Convegno nazionale sul "Giornalismo online" organizzato da una testata locale. Domani ci sarà l'incontro con il possibile ospite della nuova puntata di giovedì prossimo, e - hai ragione - dopo il boom iniziale dei dattiloscritti, la gente che ci ha contattato questa settimana è stata del tutto diversa dalla precedente. Diversamente propositiva cioè. Ai curiosi si sono sostituiti i fan dell'organizzazione, una proposta di diventare un brand (e qualcos altro) e qualche buona critica nei confronti dell'ultima puntata. Li ringraziamo ovviamente, ma abbiamo tirato un po' il freno. Non ci piace occupare gli spazi del laboratorio con troppe autocelebrazioni.

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23/03/2004

Proiettili per scrittori è su Alice.it!

In questo articolo un grazie a tutti quelli che ci hanno sostenuto fino a questo momento. Grazie a literary.it e a Progetto Babele, a Alda Teodorani che si è fatta viva per prima e a Alice.it che da oggi ci ha inseriti nel suo prestigioso database(http://www.alice.it/ebook/blog.htm#lette). Grazie a Prospektiva editrice, alle due riviste Fernandel e Storie che seguono l'iniziativa, a Nico Orengo, alla redazione di  Pratika, al Gruppo degli Indecisi e a tutti quelli che hanno accompagnato il nostro cammino nelle prime due settimane di PPS! Mercoledì la prossima puntata, sul tema "Come strutturare una storia", con un'attenzione particolare per la lunga serialità. Ospite della puntata sarà Sergio Brancato, docente di Teoria e Tecnica del linguaggio cinematografico a "La Sapienza" e sceneggiatore storico di "Un posto al sole" e "Vivere".

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21/03/2004

L'avevano già detto...

Raccogliamo da Carla F. di Cagliari un bel suggerimento: perché non fornire ciò che viene detto da PPS in radio di un corredo di Auctores che si siano espressi in quello stesso senso o con consigli opposti a quelli dati da noi, in passato. Su "Come nasce l'idea per una storia" le due fonti sono dunque le sue (grazie!):

Si racconta che Puskin dicesse un giorno a Gogol´: "Mio giovane amico, poco fa mi è venuto in mente un argomento- un´idea che mi sembra meravigliosa - ma da cui sento che io non riuscirei a trarre nulla. Dovrebbe farla sua; per come la
conosco credo che lei potrebbe trarne qualcosa". Qualcosa! In effetti Gogol´ trasformò nientemeno che ne Le anime morte, cui dovette la sua gloria, quel piccolo argomento, quel germe che Puskin gli aveva insinuato nella mente. (André Gide, Consigli a un giovane scrittore)

L´idea iniziale di un film in me, sorge in modo assai vago - una frase casuale, o un brano di conversazione, un tenue fatto indipendente da qualsiasi particolare situazione. Può trattarsi di qualche battuta musicale, di una striscia di luce attraverso la strada. A volte, nel mio lavoro in teatro, ho visto attori fatti apposta per parti non ancora recitate. Si tratta di impressioni fuggevoli, che scompaiono in un attimo, ma che lasciano uno stato d´animo - come certi sogni piacevoli . E´uno stato mentale prodigo di fertili associazioni e di immagini. E´ un filo colorato che esce dal buio sacco dell´inconscio. Se si comincia a dipanarlo, e lo si fa con attenzione, ne uscirà un intero film. (Ingmar Bergman, Introduzione a Quattro film)






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19/03/2004

Fate il milking della vostra storia PRIMA di "stenderla"

Un breve estratto dalla puntata di ieri, nella parte dedicata alla costruzione dell'atmosfera migliore per la propria storia. Precisando che l'atmosfera di un racconto è associata in via preferenziale a due piani connotativi della scrittura, e cioè al TONO e al TEMA (non all'argomento) della storia, si diceva ieri in radio che "[...] più nello specifico, come insegnano i fondamentali del copywriting pubblicitario, trovare un buon innesco per una STORIA non serve a molto, se il suo scrittore non possiede lo stato d’animo e le capacità tecniche necessarie per farne il milking, cioè per "mungere" la storia e il suo tema, per sfruttarne al meglio tutti i segnali narrativi e emozionali condivisibili."

Per fare il milking di una storia sono però fondamentali due conditiones sine quae non allo scrittore: conoscere bene il contesto situazionale di riferimento della storia, e conoscere le figure archetipali e i segnali emotivi prioritari che informeranno l'intelligenza emotiva di ciascuno di noi nel fruirla. Concetti che chi non conosce troverà approfonditi presto tra le ampolle del nostro laboratorio.

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19/03/2004

Cosa è successo ieri, in radio? Immaginazione e figure retoriche

La prima puntata di PPS è stata dedicata in particolare al tema "Come trasformare un'idea in una storia", con attenzione particolare nei confronti della scrittura del fumetto (ospite, nella seconda parte della trasmissione, Stefano Santarelli autore di Martin Mystere e Dylan Dog). La prossima, mercoledì 24 alle 22,40, sarà dedicata invece a "Strutturare una storia", con focus in questo caso sulla sceneggiatura (soprattutto quella seriale). Come promesso sui due blog, abbiamo girato a Santarelli due delle domande posteci dai nostri scrittori, e cioè:

1. come caratterizzare una storia per un fumetto;

2. qual'è l'uso della musicalità che si fa nella scrittura di un fumetto.

La risposta di Santarelli è stata in entrambi i casi: meglio togliere che riempire la pagina. Il silenzio e il suono, finanche la musica passano sulla pagina attraverso il ricorso sonoro delle parole, anche se le leggiamo in silenzio. Una ripassata alla retorica e alle figure del significante, per l'occasione, non fa dunque male a nessuno. Ecco allora alcune delle figure retoriche principali da cnoscere - e riconoscere - tra i fondamnetali nella propria scrittura (in particolare per Luisa da Rovereto, che aveva posto la questione).

Figure retoriche di parola, o "del significante"

ALLITTERAZIONE: uguaglianza di consonante o sillaba iniziale di parole diverse ravvicinate.

ASSONANZA: uguaglianza delle vocali finali di due parole o di due versi compresa quella tonica.

EPANALESSI: all’inizio e al termine di un verso o di una frase si trova la stessa parola.

EPIFONEMA: esclamazione in fine di frase o di verso.

OMOTELEUTO: avvicinamento di parole che terminano con una o più sillabe identiche.

ONOMATOPEA: costruzione di parole che riproducano l’idea di un suono.

PARONOMASIA: accostamento di parole simili per suono ma diverse per significato.

REDUPLICAZIONE/ GEMINATIO: si ripete la stessa parola consecutivamente.

TMESI: taglio di una parola nelle sue diverse costituenti etimologiche.

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15/03/2004

Come funziona il laboratorio PPS

L'approccio di questo laboratorio tratta il racconto di una storia per carta come quello di una narrazione per film, il segmento di un corto come quello di uno spot o la puntata di un serial drama sul web. I due cardini dell'analisi che produce sono la declinazione dell'immaginario previsto dalla scrittura per diversi referenti mediatici e le principali tecniche di editing cross media utilizzate oggi dagli addetti ai lavori della narrazione. Proiettili per scrittori è nato due anni fa su Internet (www.bluchannel.tv) e ha imparato a riprodursi come solo sulla Rete è possibile fare. Da questo blog si è esteso a quello su Il Cannocchiale (http://proiettiliperscrittori.ilcannocchiale.it) e presto passerà in blogger.it e in altre communities. Non è un franchising, una holding di narratori e teorici della scrittura piuttosto. Produzione indipendente, nelle ultime settimane ha raccolto consensi da parte di editori, riviste di settore, scuole di scrittura creativa e autori già affermati. Il suo obiettivo è l'approfondimento dell'esigenza di narrazione mostrata da tutti quelli che, ogni giorno, passano nelle sue pagine (da giovedì commentate anche in radio) per risolvere o porre quesiti sulla scrittura e sulla produttività creativa del prorio lavoro. Proiettili per scrittori sta accorpando forze diverse. Cerca scrittori come e quanto lettori attivi. Crede che per far narrazione siano indispensabili e paritariamente coinvolti entrambi. In un certo senso è un organismo mutante, ormai. Usa la creatività e le regole della struttura narrativa per semplificare la vita ai suoi stessi organismi. E ogni giorno ne asseconda e accorpa di nuovi. Ringraziandoli per quanto danno al proprio lavoro, con l'energia creativa che gli trasmettono.

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15/03/2004

PPS: domenica con gli "Indecisi"

Breve blitz di PPS quest'oggi con uno dei gruppi di scrittura più perseveranti della Capitale: gli "Indecisi". Un incontro a sei: due sceneggiatori, due scrittori, un'assistente di produzione e un editor di PPS. Due i cortometraggi già pronti da commentare, un racconto stravolto e uno da ristrutturare. Personalmente, vi abbiamo trovato del talento vero e una sana volontà di maturazione. Soprattutto il gruppo fa già editing cross media sui suoi lavori da più di un anno, il che ha suscitato il nostro interesse più vivo in questi giorni di contatti iniziali. Da martedì troverete anche i loro interventi/quesiti/post su questo blog, dunque. Da PPS il nostro benvenuto. Intanto la data della prima puntata di Proiettili per scrittori in radio (FM 88.150) si avvicina (giovedì alle 22,45), e la richiesta di un tour di PPS è stata avanzata da gruppi analoghi agli "Indecisi" in Toscana e Umbria, in collaborazione con associazioni e riviste locali. Già a giugno, forse?

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12/03/2004

Hitch: Suspense, altro che sorpresa!

Una delle pagine preferite che ci piace ricordare a suzannevega che scrive da Roma è presa dall'intervista di Truffaut a Hitch (Nuova Pratiche Editrice, 1977) e fa proprio al caso suo. Riguarda la differenza tra effetto sorpresa e suspense ed è inflazionata da corsi di scrittura e narrazione, ma a ragione. Stasera dunque tocca a PPS citargliela: "Noi stiamo parlando, c'è forse una bomba sotto questo tavolo e la nostra conversazione è molto normale, non accade niente di speciale e tutt'a un tratto: boom l'esplosione. Il pubblico è sorpreso, ma prima che lo diventi gli è stata mostrata una scena assolutamente normale, priva di interesse. Ora veniamo al suspense. La bomba è sotto il tavolo e il pubblico lo sa, probabilmente perché ha visto l'anarchico (sic) mentre la stava posando. Il pubblico sa che la bomba esploderà all'una e sa che è l'una meno un quarto - c'è un orologio nella stanza - ; la stessa conversazione insignificante diventa tutt'a un tratto molto interessante perché il pubblico partecipa alla scena. Gli verrebbe da dire ai personaggi sullo schermo: "Non dovreste parlare di cose così banali, c'è una bomba sotto il tavolo che sta per esplodere da un momento all'altro". Nel primo caso abbiamo offerto al pubblico quindici secondi di sorpresa al momento dell'esplosione. Nel secondo caso gli offriamo quindici minuti di suspense. La conclusione di tutto questo è che bisognoa informare il pubblico ogni volta che è possibile, tranne quando la sorpresa è un twist, cioè quando una conclusione imprevista costituisce il sale dell'aneddoto".

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12/03/2004

Ravenna: chiedilo a PPS!

Un gruppo di scrittura di Ravenna propone il suo caso: stanno scrivendo in collettiva la storia di due amici di borgata che decidono di compiere una rapina e sparire in Brasile. La loro storia si intreccia con quella di un impiegato della banca, appena licenziato, che gli si appiccicherà soltanto alle fine. Come portare avanti la stoira di quest'ultimo senza farla apparire scollata dal resto, ma soprattutto, come giustificarla nel finale? Posto che se la si avverte scollata i nostri potrebbero in effetti anticiparla, in caso contrario una soluzione possibile potrebbe essere quella proposta dallo sceneggiatore Gino Ventriglia in un articolo sulla rivista Script: "In una struttura narrativa multilineare si deve aver chiaro il TEMA della narrazione fin dall'inizio: è quella la sola bussola che consente di selezionare e costruire le storie da raccontare.[...] Il senso di compiutezza della narrazione è dato in questo modo da un finale soddisfacente che in qualche modo giustifichi le varie storie che sono state intrecciate."

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12/03/2004

Proiettili per scrittori chi è

PPS è un laboratorio di narrazione e scrittura cross media. E' il primo in Italia in questo senso. Tratta il racconto di una storia per carta come quello di una narrazione per film, il segmento di un corto come quello di uno spot o la puntata di un serial drama sul web. E' nato due anni fa su Internet (www.bluchannel.tv) e ha imparato a riprodursi come solo sulla rete è possibile fare. Da questo blog si è esteso a splinder e presto passerà in blogger e in altre communities. Non è un francising, una holding di narratori e teorici della scrittura piuttosto. Muove consensi intorno all'unica esigenza di narrazione compiuta e non schizoide dei suoi partecipanti. Da giovedì 18 sarà in radio qui a Roma. In primavera diventerà un tour serale. Sta accorpando forze diverse. Cerca scrittori come e quanto lettori. Crede che per far narrazione siano indispensabili e paritariamente coinvolti entrambi. Quando è nato aveva una testa sola (Max Giovagnoli) che ormai da sola non gli basta più. In un certo senso è un mutante ormai. Usa la creatività e le regole della struttura narrativa per semplificare la vita ai suoi stessi organismi. Sarà su NUOVA SPAZIO RADIO FM 88.150 ogni giovedì alle 22,45, dal 18 marzo.

Nei suoi interventi userà libri, film e parole degli addetti ai lavori (colti tra chi scrive e chi legge, chi spaccia e chi produce storie). Dove arriverà; se sarà nomade ancora o stanziale presto (con una sede, cioè), chi può dirlo. A 30 ore di vita sui blog l'immancabile studente di Scienze della Comunicazione si è già offerto di studiarlo come fenomeno. Si sta cercando di dissuaderlo, ovviamente. Come Bruce nel negozio di armi in cui Marcellus se la sta vedendo brutta al piano di sotto, ha un sacco di armi davanti al muso e soltanto l'imbarazzo della scelta per...

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11/03/2004

L'Incipit di una storia 1: "a vortice"

Come il prologo di una commedia, la prima ottava di un poema cavalleresco o certe canzoni goliardiche del tardo medioevo, l'incipit "a vortice" di un racconto è quello che chiama a raccolta il lettore accompagnandolo indirettamente all'interno del proprio "mondo straordinario", per porre al suo sguardo l'ennesimo "viaggio dell'eroe" che sta per manifestarsi all'interno della storia.Un esempio per tutti: Bullet park, di John Cheever, (Roma 2003, Fandango Libri): "Dunque, vorrei avere davanti a me un quadro con su dipinta una stazioncina dieci minuti prima che cali la notte. Oltre il marciapiede, le acque del Wekonsett River riflettono i cupi riverberi del tramonto. L'architettura dell'edificio è stranamente bizzarra e malinconica ma non pesante, e ricorda molto un pergolato, una villetta di campagna o il padigilone di un giardino, anche se qui il clima è da inverni di ghiaccio. I lampioni lungo il marciapiede brillano con un tono lamentoso quasi impalpabile. In qualche modo è come se la scena si svolgesse nel cuore della materia."


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11/03/2004

Narrative multilineari: a tandem

Strutture narrative multilineari sono quelle forme di racconto che giustappongono più linee narrative nella stessa storia, messe in sequenza in una sorta di montaggio cinematografico. La forma classica e più semplice di questo tipo di narrazione è quella "a tandem", in cui cioè due storie pedalano insieme ora l'una ora l'altra, portandosi entrambe avanti con uno stesso ritmo. Qualche esempio: Sliding Doors per il cinema, Hannibal di Thomas Harris per la letteratura. Nel primo caso le due storie sono due facce dello stesso racconto (cosa sarebbe successo se Gwineth Paltrow non fosse uscita dalla carrozza della metropolitana, come invece è accaduto?), nel secondo a inseguirsi sono Lecter e la sua cacciatrice Clarisse, prima l'una poi l'altro in luoghi e tempi diversi. Le storie a tandem sono il grado più semplice della moltiplicazione dei protagonisti, che può giungere fino alla struttura classica del romanzo "corale", o a più voci simultanee (per altrettante storie parallele). Tra l'una e l'altra soluzione esistono delle interessanti ed originali alternative (ne parleremo nei prossimi post).




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11/03/2004

Incipit 2: lettore e attanti

Un altro esempio di incipit e funzionamento di incipit. Stavolta il lettore non è immerso nel racconto in prima persona, ma piazzato al fianco degli attanti/personaggi. Un esempio: nel 1929, la "grande crisi" trovò il tempo di sfornare capolavori letterari "di genere", quali il Piombo e sangue di Dashiell Hammett (Guanda). Suo l'incipit di cui parliamo stasera: "Bevemmo un altro bicchiere.
Dinah abbassò il suo, si leccò le labbra e disse: "Se il tuo sistema è quello di rimescolare il passato, ho qui il cucchiaio adatto per te.[...]"

In una riga Hammett ti fa sedere con lui (NOI bevemmo). Poi ti mette davanti una donna sensuale (o che si comporta in modo sensuale) e ti fa raccontare da lei ("Se il TUO SISTEMA...") che hai sbagliato tutto nella vita, e che è venuto il momento della resa dei conti. Davanti a voi c'è un bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto. Con una storia dentro che aspetta di uscire





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11/03/2004

Da Giovedì 18 marzo, PPS va in Radio

Con l'apertura di questo blog viene coperta un'altra tappa nella creazione del Primo Laboratorio di Scrittura Creativa cross media in Italia. Tra una settimana circa la partenza in radio (lunedì prossimo sveleremo dove e a che ora), mentre in Internet è cominciato tutto già un anno fa, sulla web-tv www.bluchannel.tv. Nei prossimi giorni questo cantiere prenderà forma, speriamo con un buon numero di giovani impegnati nei suoi lavori. Riviste, corsi di scrittura, neofiti e scrittori professionisti, librai compiacenti, docenti + studenti, copywriter e sceneggiatori di cinema e tv, dunque, BUONASEERA.


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11/03/2004
Perché scrivere una ...

Perché scrivere una (grande) storia

Dagli studi di Abraham Maslowe raccogliamo - sull'onda new age fi certo editing statunitense - il breve elenco di bisogni umani utilizzati dagli scrittori di tutti i tempi per narrare "grandi storie". Secondo un paradosso che ricorda da vicino quello della "Metafisica della sessualità" di Schopenauer (L'amore - anche idealizzato - non è altro da una forma di compensazione sessuale indirizzata più o meno consapevolmente dall'uomo per la perpetuazione della specie), gli scrittori migliori utilizzerebbero, secondo il nostro, la propria penna per tesaurizzare ed esprimere il bisogno umano di: Sopravvivenza (Es. Racconto epico), Sicurezza (Es. Ritorno a casa), Amore/Appartenenza (Es. Melò), Affermazione (Es. Bianchi Vs neri, Cattivi Vs Buoni), Curiosità (Ess. Poliziesco), Equilibrio (Es. Rivoluzioni sentimentali) e Riscatto (Es. Conflitto e cmbiamento). A ciascuno il suo. Allo  scrittore invece, qualche buon esercizio su tutti e sette.


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