
Lettore seduto o sdraiato? Dagli un "cliff"!
Un cliff hanger è, anche etimologicamente, una "scogliera", un gancio, la cui teorizzazione è nata per prima sulle strips dei fumetti. E' cioè un momento di crescita improvvisa nella narrazione cui dovrà per statuto seguire una crisi e una risoluzione (anche non definitiva) della scena. Batman sull'orlo dell'ultimo piano di un grattacielo [cadrà?], Rocky che finisce steso da Apollo [si rialzerà?], Nicole Kidman che schiude "quella porta" [ci rimarrà secca?]. Le posizioni strategiche per un "cliff" sono: in chiusura o nel cuore di una scena, in chiusura del primo tempo, quando al contrario sembrerebbe tutto TROPPO tranquillo, e subito prima la climax di una storia. Il buon Hitch' lo chiamava "twist", vortice, con un'altra metafora. Ogni storia ne ha sempre bisogno. Ogni lettore idem. Secondo un recente studio della UCLA, dipenderebbe persino dal fatto che il pubblico occidentale fruisce opere di finzione in posizioni troppo statiche. Sdraiato cioè (a letto, "sotto l'ombrellone"), o seduto (al cinema, durante una cena, etiam, al gabinetto). Invadenza delle statistiche!



