30/04/2004

Tutti i colori del Giallo

Quanti "gialli" ci sono? Giallo classico inglese, o mistery; thriller; hard boiled e noir; giallo alla rovescia. Le declinazioni del racconto mirato sul mistero non sono moltissime, anche se moltissime sono invece le forme di contaminazione tra di esse. Le differenze tra un genere e l'altro invece, sono tutte nel primato di uno degli elementi della quète sugli altri: la risoluzione positiva del crimine e la genialità del ricercatore (detective) nel primo caso; il primato dell'aspettativa e del ritmo incalzante nel thriller; il primato del personaggio e dell'ambiente nell'hard boiled e nel noir e, infine, il primato della ricostruzione a posteriori dell'indagine nel caso del giallo alla rovescia. Di queste e di tutte le altre indicazioni indispensabili nella scrittura di un giallo si parlerà domani sera a Proiettili per scrittori, su Nuova Spazio Radio FM 88.150.

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23/04/2004

Dialoghi on air: con Alessandro Perissinotto

La puntata dedicata ai dialoghi andata in onda stasera giovedì 22 ha avuto come graditissimo ospite Alessandro Perissinotto, romanziere e docente universitario a Torino. Molti i suggerimenti dati, partendo dall'esperienza dei tre romanzi polizieschi nei quali Perissinotto contamina la Storia con el sue storie, o meglio rappresenta una attraverso l'altra proprio affidando ai personaggi e alle loro PAROLE la costruzione dell'atmosfera del tempo. Usare la voce del personaggio per lasciarlo immaginare e associare a qualcuno/qualcosa che già conosciamo il suggerimento piiù approfondito nel corso di quella che in gergo radiofonico si definisce "ospitata". Per saperne di più su di lui, il sito ufficiale è: www.alessandro perissinotto.it. L'ultimo romanzo, di recente uscita, è Treno 8017 edito da Sellerio.

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21/04/2004

Su Alice.it, senza saperlo

Alice.it dedica di nuovo spazio alla prima (per ordine d'ingresso) voce di Proiettili per scrittori, nella sua sezione uscite in libreria. Stavolta la notizia è l'uscita del terzo libro, su: come fare ricerca in modo creativo attraverso Internet, e come metterla per iscritto soprattutto negli studi universitari. (www.alice.it, news del 20/04/2004)

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21/04/2004

"Orgoglio" come Spirit e Opportunity: a chi parlano?

Certe insopportabili scene dell'ultima fiction in costume targata RAI e il misterioso silenzio calato sulle sonde statunitensi a caccia di tracce equoree su Marte mostrano qualche curiosa analogia.  In entrambe domina il silenzio, anche quando non lo vorresti. Entrambe ti forniscono una sequenza di fotogrammi cui devi dare un senso da solo, perché da soli essi poco ne avrebbero, abbandonati a un autarchico solipsismo come sono. Entrambi promettono di alzare la voce ma non hanno corde vocali simili a quelle usate normalmente dal genere umano. Di etrambe ti sembra sempre che quelli dei "piani alti" non ti stiano raccontando tutto. Che il pezzo forte sia altrove. O che qualcuno te lo stia nascondendo. Senza ragione. Come evitare certe forme di autocensura? Show don't tell insegnano gli editor di tutto il mondo. Show don't tell sarà il tema della prossima puntata di Proiettili per scrittori, giovedì alle 22,45 su FM 88.150.

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21/04/2004

Francesca Solinas: sceneggiatori cercasi

Da un nostro articolo sul mensile Mediajob, qualche passo di una intervista alla direttrice del Premio di Sceneggiatura più importante in Italia: "Le novità di quest’anno?". "Con l’edizione 2004 il Solinas sposterà la sua attenzione dal "particolare" del premio al "generale" dell’editing e lo sviluppo concreto delle opere presentate alle sue selezioni." "Perché questa sterzata?". "Nei lavori del premio e come selezionatrice italiana per il Festival di Berlino ho notato che molti giovani sceneggiatori italiani hanno talento ma sono ben dietro a quelli europei per quanto riguarda la capacità pratica di immaginare le loro sceneggiature come uno strumento reale di produzione piuttosto che una prova autoriale. E ciò li rende terribilmente poco competitivi sul mercato internazionale". "E la soluzione del Solinas?". "La creazione di una struttura che si occupi espressamente di questo. Tutti i finalisti delle diverse sezioni del premio di quest’anno parteciperanno infatti a un "Cantiere delle storie", un laboratorio di editing e sviluppo esecutivo che porterà le loro opere fino a una forma concretamente presentabile e appetibile per i produttori che ci apprezzano sul piano internazionale".

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16/04/2004

Ironia drammatica, e non solo





Piccole congiure del destino per una serata di ordinaria follia (Puntata di giovedì 15, ore 22,40). Ore 21,30: stiamo per stampare la puntata che andrà in onda tra poco. L’abbiamo messa a punto per giorni, ci sembra ricca e decisa, vai con la Epson C60 della produzione. E…epson? Mork chiama Ork… Ork, rispondeva però! Ci mette qualche secondo. Poi appare. Sembra una finestra di dialogo come tutte le altre, ma dice: inchiostro a colori esaurito. E allora? Sostituire. Gli apostolari imperativi categorici delle stampanti non trattano (neppure loro). Ma il copione è in bianco e nero, le diciamo. Stampaci il fottuto copione in bianco e nero, anche in economica, no? Non li vogliamo i colori, ti prego. Non c’è neanche il grigio, nel file! Rapido giro di telefonate. Rapido giro di e-mail. Tra dieci minuti sotto da Paolo, a Talenti. Partiamo da Nuovo Salario. Sono le 22,20. La Puma schizza via nelle strade tutte occhi e erbacce cementificate della Capitale. La puma come la Epson ci mette un po’ ma al primo chilometro fa comparire anche lei un segnale. Rotondo, giallo ben noto (a tutti i creativi, credo…). Fine riserva. Parolaccia, imprecazione, sblasfema tre per uno. Il copione strappato dalle mani di Paolo sfrecciando somiglia alle borracce dei ciclisti al giro, o alla "bomba" di Fantozzi. Primo distributore. Niente verde senza piombo. Via Olimpica. Lo stadio lontano, una cupola di fasci bianchi senza grida stanotte. Lorenzo e Maura già on air si stanno chiedendo che fine ho fatto. Quattro diverse marche di benzine tutte americane lungo il cammino. Tre distributori sono chiusi. Il quarto va solo a 50 euro al colpo. Sono le 22,30. Il pakistano si guarda intorno poi tira fuori il taglio grosso arancione e ci presta le quaranta per il resto. In cambio riceve una manciata di spicci. Si regge i mustacchi mentre partiamo alla "Starsky", e la Puma fa il verso di quando era nuova e in mano a qualcun altro scomparendo smarmittata lungo l’Olimpica, poi sulla Camilluccia. Verso la radio. Sono le 22,35. Tra cinque minuti sarò in onda. Dovrei esserlo. Ci sarò. Discesone e salite puntellate da ville e megaresidence, la Camilluccia scompare sotto le ruote, consumandosi in silenzio. Le camionette dei carambinieri ogni cento metri sono quelle di scorta, non hanno i bollettari e dunque te ne fotti di togliere il pedale dei 110 in circuito urbano. Altre tre curve poi è fatta, ma dietro la prima compare un filippino terrorizzato che indica terra con entrambe le braccia (macumbando?). Terra, cioè rallentare, di botto. Un lampeggiante in lontananza. Seconda curva. Le due macchine si sono prese di striscio ma una delle due è finita contro un cancello e mezza è rimasta attaccata all’inferriata. Il proprietario la guarda con le chiavi in mano e il telecomando alzato. Vorrebbe che fosse quello del videoregistratore. Vorrebbe schiacciare Rewind e tornare a cento metri prima. Frenare stavolta. Il filippino intanto mi ha salvato la vita, ma non la puntata. Tappo urbano, proprio come a Montecarlo (non la Radio). Dovranno spostare le auto. Lascio la Puma e schizzo a piedi. Arrivo alle 22,46. Benedico le corse a Villa Ada tutti i sabato mattina, l’aria condizionata dello studio e la catena di PPS che ha funzionato ancora una volta. La puntata va liscia, non fosse per la mancanza di saliva che mi asciuga labiali e dentali in un unico pastone narrativo. Allora questo post vale un grande grazie a tutti quelli che hanno allungato una mano, e si sono dati da fare perché ci fossimo comunque. Anche a Maria Rosaria De Medici (RAI 3) che non ha potuto esserci, e a Alessandro Perissinotto (Sellerio) che  ha patteggiato invece per la prossima puntata.






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16/04/2004

Berlioz per esercitarsi a scrivere

Un vecchio esercizio di scrittura che oggi sarebbe tacciato di bislaccheria new age prevede di far esercitare gli scrittori a visualizzare e "mettere su carta" una partitura musicale in forma di racconto. L'esempio che ci viene proposto dall'accademia Altrimedia è quello di Hector Berlioz e della sua Sinfonia Fantastica (vero e proprio poema sinfonico, composto all'età di 27 anni, nel 1830). La partitura prevede diversi episodi e può essere facilmente trasformata in racconto. L'importanza nell'opera delle suggestoini immaginifiche fu indicata dal suo autore con queste parole: "L'artista dotato delle qualità più potenti è come un obice caricato che va per la sua via, rovescia tutto ciò che trova, lascia una traccia, è vero, ma non per questo deve, alla fine della sua corsa, spezzarsi scoppiando." Condotto e ben guidato, l'esercizio funziona.



 

Finzione e Narrazione: 24

Cara Isabella, un conto è utilizzare un punto di vista multiplo o più punti di vista nella scrittura di un romanzo, tutt'un altro invece l'esempio che ci poni tu, ovvero quello di 24. La fiction multiscreen di cui parli rientra infatti nella disciplina delle drammaturgie non lineari, cioè della fruizione simultanea del plot principale con tutti i subplot della serie. Su una pagina del tuo romanzo come faresti a renderla, però? E' possibile, certo; ma richiederebbe un lettore molto, fin troppo disponibile. O per dirla con John Gardner: "Quando si scrive, si cerca di simulare il più possibile un'esperienza reale per il lettore. Questa sensazione che gli eventi si sviluppino come nella vita reale è il "sogno narrativo" della storia." E condizione del sogno narrativo della tua storia è che il filo conduttore del racconto e il suo punto di vista scaturiscano un'esperienza immaginativa il più possibile naturale, intensa e continua. Il consiglio è dunque: cambia strada, semplificati il cammino, una trama molto intensa ce l'hai. Ciao e grazie per averci scritto.





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14/04/2004

PPS: Primo giro di boa


 

Il cammino on air di Proiettili per scrittori ha segnato giovedì scorso il primo passaggio di boa. Le prime quattro puntate del laboratorio cross media lasceranno infatti il posto nelle prossime settimane alle ultime due dedicate all'editing e poi a quelle dedicate alla scrittura "di genere" (giallo e fantascienza). Il saluto del laboratorio averrà attraverso un collegamento con la Fiera del Libro di Torino il 6 maggio. L'iniziativa è in preparazione, ma ci piace annunciarla da subito, mano a mano che si contretizzerà. Giovedì ore 22,40 intanto prossima puntata su Nuova Spazio Radio (FM 88.150), dedicata stavolta al tema: "Lime nelle pagnotte e parole in bocca a chi", ovvero ai dialoghi e all'officina stilistica quotidiana dello scrittore cross media.

 



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14/04/2004

Narrare in prima persona: pregiudizi?

Nel libro di Donna Levin "Scrivere un romanzo", troviamo l'indizio di un pregiudizio serpeggiante tra molti degli editor italiani che conosciamo personalmente. Curioso trovarlo citato nel libro di un'americana però, ovvero nel Paese in cui tale artificio potrebbe sembrare a ragione più storicamente endemico, fino all'appropriazione indebita e all'inflazionamento. Questo il brano su cui riflettere: "Probabilmente molti scrittori esordienti si sentono più a loro agio scrivendo in prima persona. L'uso della prima persona porta non solo a narrare, ma a confessare - e il primo romanzo è spesso una storia di cui l'autore ha bisogno di liberarsi. Ma molti scrittori esordienti lavorano più naturalmente attraverso l'uso della terza persona. [...] Ho sentito alcune volte che gli editor nutrono pregiudizi sul punto di vista in prima persona nei romanzi d'esordio, poiché temono che esso renda l'autore indulgente verso se stesso. Questa è una possibile trappola del punto di vista in prima persona, ma ci sono anche dei vantaggi potenziali: un romanzo in prima persona è più facilmente diretto e originale, ad esempio." L'annosa quaestio dividerà in due come il Nilo anche i lettori di questo post, ne siamo certi.


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05/04/2004

La terza dimensione del personaggio

Da Aspetti del romanzo di E.M. Forster questa breve e suggestiva citazione, per riflettere insieme a alcuni di quelli che ci hanno scritto dopo l'ultima puntata sul tema: come dare "spessore" ai propri personaggi, e trasformarli da personaggi A PIATTO a A TUTTO TONDO. "Nella vita quotidiana noi non ci capiamo mai realmente, non esistono mai completa chiarezza né completa fiducia. Ci conosciamo approssimativamente, attraverso segni esterni, e questi servono a sufficienza come basi per la socialità e persino per l'intimità. Ma le persone in un romanzo possono essere completamente comprese dal lettore, se l'autore lo desidera; la loro vita esteriore può essere definita come quella interiore. Per questo motiv sembrano più chiari dei personaggi della Storia, o persino dei nostri amici. Ci è stato detto su di loro tutto quello che può essere detto ; persino se sono imperfetti o irreali non hanno segreti, mentre i nostri amici sì e devono averne, essendo la reciproca segretezza una delle condizioni dell'esistenza su questo pianeta."


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05/04/2004

Barney Fife Sindrome: come evitarla?

Gli editor statunitensi definiscono Barney Fife Sindrome, l'errore in nome del quale in una storia i personaggi secondari divengono più affascinanti e determinanti di quelli principali, negativi e positivi. Per calibrare il giusto peso di un personaggio invece, come abbiamo spiegato nella terza puntata di Proiettili per scrittori, è fondamentale definire PRIMA di iniziare a scrivere: l'IDENTITA', la MASCHERA e l'IMMAGINARIO di tutti i personaggi di un racconto. Non solo. Determinarne al più presto il RUOLO e le sue caratteristiche nel FIRMARE il racconto. E ancora usare schede/identikit del personaggio. Almeno agli inizi, come ha confermato Alda Teodorani, scrittrice di narrativa di genere horror/noir ospite della diretta di giovedì scorso. Per informazioni sulle definizioni, scrivere a: proiettili@hotmail.com


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01/04/2004

I Grandi Vecchi insegnano

Compito precipuo del letterato sarà quello di tessere o intrecciare il significato che vuole esprimere, avvolgendolo su se stesso in modo che ogni frase, si rapprenda inizialmente in una sorta di nodo o nucleo groviglioso; si risolva e chiarisca quel che vuol dire. In ogni periodo ben costruito si dovrebbe trovare almeno uno di questi nodi o ostacoli, in modo che il lettore sia portato(e s'intende con delicatezza) a prevedere, ad attendere, e poi ad accogliere con autentico piacere le parole che seguono.

 RobertL. Stevenson"L'isola del tesoro"

Nei testi brevi come in ogni episodiodei romanzi di Gadda, ogni minimo oggetto è visto come il centro d'una rete di relazioni che lo scrittore non sa trattenersi dal seguire , moltiplicando i dettagli in modo che le descrizioni e divagazioni diventano infinite. Da qualsiasi punto di partenza il discorso si allarga a comprendere orizzonti sempre più vasti, e se potesse continuare a svilupparsi in ogni direzione arriverebbe ad abbracciare l'universo intero.

Italo Calvino"Lezioni Americane"




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